Concerto a favore di CRI Biella domenica 12 novembre 2017

 

A prima vista può sembrare insolito proporre un concerto d'organo per una raccolta fondi in favore della Croce Rossa, ma dal punto di vista di un musicista Musica, Chiesa e Croce Rossa hanno in comune molto più di quanto si possa immaginare: la musica accomuna, avvicina, parla a tutti con un linguaggio universale, veramente aperto e comprensibile a tutti. Per cercare di raggiungere il maggior numero di persone possibili con questo messaggio di solidarietà ho scelto un programma che comprende alcuni dei brani più famosi della letteratura organistica e, per esperienza, tra i più amati dal pubblico.

Ci saranno quindi:

- la Toccata e Fuga in re minore di Bach, il cui incipit, così come quello della Quinta Sinfonia di Beethoven, è il più famoso di tutta la storia della musica;

- l'Adagio di Albinoni, che di Albinoni non è, ma di Remo Giazotto (curatore delle opere di Albinoni) che lo ha composto utilizzando frammenti di un tema e di un basso del compositore stesso, ingenerando poi un equivoco che continua anche ai nostri giorni;

- il concerto di Benedetto Marcello, originalmente per oboe ed orchestra, il cui Adagio è diventato famosissimo dopo essere stato utilizzato come colonna sonora di alcuni film degli anni passati.

La musica è legata alla chiesa, ed in questo caso ai nostri ospiti Francescani, sin dall'inizio dei tempi: "Disse" dice la Genesi per indicare l'atto della Creazione; "In principio era il Verbo" dice Giovanni all'inizio del suo Vangelo: la parola, la parola che crea, che opera, che nomina, che è in sé suono, il suono della Parola, suono e musica con cui già nella Bibbia si cantavano Salmi e Cantici, e si suonavano arpa e cetra, corde e flauti, cembali, trombe ed organi come dice il Salmo 150 e come raccontano molti altri brani in cui la musica e la parola cantata diventavano preghiera.

La musica è legata all'uomo da sempre: sia nel produrre i suoni, le musiche le melodie, sia nel piacere dell'ascolto. Ma c'è di più: la musica ha la capacità di agire sulla mente e sul corpo, e lo vediamo personalmente quando ascoltiamo una musica triste o allegra, una musica calma oppure concitata. Le nostre reazioni corrispondono al nostro sentire e si modificano a seconda del tipo di musica. Tra le caratteristiche del suono si sta riscoprendo in occidente anche la capacità della musica di indurre o almeno favorire la guarigione. Quello che per noi è una scoperta o riscoperta non lo era per gli antichi, in primis in oriente, ma anche alcuni illuminati in occidente già conoscevano queste caratteristiche. Narra uno dei biografi di Bach che l'ambasciatore russo a Dresda gli commissionò delle musiche da far eseguire al suo clavicembalista, affinché potesse rilassarsi e riuscire a prendere sonno nelle lunghe notti in cui non trovava riposo. Bach compone una serie di variazioni, dette Variazioni Goldberg dal nome del clavicembalista dell'ambasciatore, scritte secondo uno schema ben preciso: lo scopo di questa composizione è quello di scomporre tutti i legami errati creatisi nel cervello umano e ricomporli nel modo corretto affinché la mente possa rigenerarsi e tornare al suo corretto funzionamento. E lo stesso discorso vale per molte composizioni di Mozart che inducono la mente a rigenerarsi.

Anche nella Bibbia troviamo esempi di guarigione: è una parola, quasi sicuramente una parola cantata, una litania, una preghiera che induce la guarigione nella mente e nel corpo. Gesù si interessa ai malati, li guarisce e indica come comportarsi di fronte ad un malato ad una persona che ha bisogno di aiuto e soccorso: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto… un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno." Il Samaritano del racconto era uno straniero, uno sconosciuto, uno "che passava di lì"; oggi potrebbe quel Samaritano può essere il volontario della Croce Rossa che risponde alla chiamata accorre e soccorre sul posto chi ha bisogno di aiuto, e poi lo porta al più vicino ospedale. O anche potrebbe essere uno di noi a dover prestare soccorso, ed in questo caso vorrei pregare tutti di andare a conoscere i volontari ed i collaboratori, andare a frequentare i loro corsi di primo soccorso in modo da essere sempre pronti ad aiutare un famigliare o "un uomo che scendeva" per le nostre strade…

Ecco, forse mi sono perso, ma lascio parlare la musica che meglio di me sa spiegare senza parole quanto ho cercato di dire. Grazie ed appuntamento domenica 12 novembre alle ore 16.30 presso la Basilica di San Sebastiano.

 

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